Culture · A2 · B1

La bibliothèque dans le hall

Chiara veut installer une étagère de livres dans le hall de son immeuble. Le règlement l’interdit et Mme Ferri dit non. Puis, à l’assemblée des copropriétaires, le vieux M. Bruno se lève.

Dans le hall d’un vieil immeuble, deux adolescents lisent à voix haute pour un vieil homme assis près d’une étagère de livres
A2

Chi ha convinto la signora Ferri?

Verbes + a / di + infinitif : convincere a, chiedere di, vietare di

Chiara ha trentaquattro anni e da marzo abita in un vecchio condominio di Bologna. Nell’androne, vicino alle cassette della posta, c’è uno scaffale di legno vuoto. Un giorno Chiara ha avuto un’idea: trasformarlo in una piccola biblioteca. Chi vuole lascia un libro e ne prende un altro.

Ha scritto un messaggio nel gruppo del palazzo. Due vicini l’hanno incoraggiata a provare. Ma l’amministratore ha risposto subito: «Il regolamento vieta di lasciare oggetti nelle parti comuni». E la signora Ferri, del terzo piano, ha aggiunto: «I libri portano polvere. Vi chiedo di non fare confusione».

Chiara non si è arresa. Ha chiesto all’amministratore di mettere la proposta all’ordine del giorno dell’assemblea. Poi ha convinto Marco e Sara, i ragazzi del secondo piano, a disegnare un cartello. Ha anche invitato tutti a portare un libro alla riunione.

La sera dell’assemblea, nella sala al pianterreno, c’erano quindici persone. La signora Ferri ha parlato per dieci minuti: i libri sporcano, attirano gente che non abita nel palazzo, e poi chi li pulisce? Ha cercato di convincere tutti a votare no. Alcuni vicini dicevano di sì con la testa. Chiara ha capito che la sua idea stava per morire.

In quel momento si è alzato il signor Bruno, del pianterreno. Ha ottantasei anni, vive solo e non parla quasi mai con nessuno. Nel palazzo tutti lo considerano un po’ scorbutico. Ha detto soltanto: «Domani porto io i primi libri. Ne ho quattrocento». Poi si è girato verso la signora Ferri e l’ha guardata in silenzio.

E la signora Ferri, incredibilmente, ha alzato la mano: «Va bene. Ma la polvere la tolgo io».

Il giorno dopo nell’androne c’erano romanzi, poesie, libri di storia e un vecchio atlante. Sulla prima pagina di ogni libro c’era scritto a matita: «Maestro Bruno Galli».

Chiara ha chiesto a una vicina di spiegarle. «Non lo sapevi? Il signor Bruno è stato il maestro elementare di mezzo quartiere. Anche della signora Ferri, nel 1965».

La structure de ce texte

  • Ha convinto Marco e Sara a disegnare un cartello. → convincere, invitare, incoraggiare, aiutare + quelqu’un + a + infinitif
  • Ha chiesto all’amministratore di mettere la proposta all’ordine del giorno. → chiedere, dire, consigliare + a quelqu’un + di + infinitif
  • Il regolamento vieta di lasciare oggetti nelle parti comuni. → vietare, impedire, permettere + di + infinitif

À toi : complète avec a ou di. Mia sorella mi ha convinto … venire. Il medico mi ha consigliato … dormire di più. Gli amici ci hanno invitato … restare a cena.

Mots utiles

l’androne = hall d’entrée (d’un immeuble)
lo scaffale = étagère
il condominio = immeuble, copropriété
l’amministratore = syndic
l’assemblea = assemblée des copropriétaires
scorbutico = grincheux, bourru

Questions

  1. Che cosa vieta il regolamento? Che cosa chiede la signora Ferri?Qu’est-ce que le règlement interdit ? Que demande Mme Ferri ?
  2. Che cosa ha chiesto Chiara all’amministratore? Chi ha convinto a disegnare il cartello?Qu’est-ce que Chiara a demandé au syndic ? Qui a-t-elle convaincu de dessiner l’affiche ?
  3. Perché, secondo te, la signora Ferri ha cambiato idea?À ton avis, pourquoi Mme Ferri a-t-elle changé d’avis ?
  4. E tu? Chi ti ha convinto a studiare l’italiano? Qualcuno ti ha incoraggiato a fare una cosa difficile?Et toi ? Qui t’a convaincu d’étudier l’italien ? Quelqu’un t’a-t-il encouragé à faire quelque chose de difficile ?
B1

La versione del maestro

Fare + infinitif et lasciare + infinitif

Mi chiamo Bruno Galli e per quarant’anni ho fatto il maestro elementare. In questo quartiere ho insegnato a leggere a tre generazioni di bambini. Ora ho ottantasei anni e, lo ammetto, la gente del palazzo mi considera un vecchio brontolone. Li lascio dire: in parte hanno ragione.

Quando ho letto il messaggio di quella ragazza, Chiara, nel gruppo del condominio, mi ha fatto sorridere. Una biblioteca nell’androne! Poi ho letto la risposta della signora Ferri e ho capito che l’idea non sarebbe sopravvissuta all’assemblea. Conosco Luisa Ferri da sessant’anni: a sette anni sedeva al primo banco, alzava sempre la mano e non lasciava parlare nessuno. Non è cambiata.

Il giorno prima dell’assemblea l’ho incontrata sulle scale. L’ho fatta sedere sul gradino, perché ha male alle ginocchia, e le ho fatto vedere un foglio che conservo da allora insieme a tanti altri: un suo tema di seconda elementare. Sull’ultima riga, con una calligrafia tutta storta, c’era scritto: «Da grande voglio una casa piena di libri».

Non le ho chiesto niente: gliel’ho solo fatto leggere. Lei è rimasta in silenzio, poi ha detto: «Maestro, lei mi fa sempre sentire una bambina». E io: «Allora domani fai la brava. Lascia parlare la ragazza».

All’assemblea, naturalmente, Luisa ha parlato per dieci minuti contro la biblioteca. Lei è fatta così: deve far vedere a tutti che non cede subito. Allora mi sono alzato e ho detto che avrei portato io i primi libri. L’ho guardata. Ha alzato la mano.

Perché regalo quattrocento libri? Ve lo dico: da due anni i miei occhi non mi lasciano più leggere. Il medico mi ha fatto fare tutti gli esami, ma la vista se ne va e non c’è niente da fare. I libri nella mia libreria erano diventati solo polvere, e su questo, lo ammetto, Luisa aveva ragione.

Adesso ogni giovedì pomeriggio Marco e Sara, i ragazzi del secondo piano, scendono nell’androne, prendono un libro dallo scaffale e me lo leggono ad alta voce. A volte si fermano ad ascoltare anche altri vicini. La settimana scorsa c’era anche Luisa, con il suo cuscino per le ginocchia. Abbiamo letto «Il brutto anatroccolo». Ha fatto finta di non commuoversi.

La structure de ce texte

  • L’ho fatta sedere sul gradino. → fare + infinitif : je suis la cause, une autre personne fait l’action
  • I miei occhi non mi lasciano più leggere. → lasciare + infinitif : laisser, permettre, ne pas empêcher
  • Non le ho chiesto niente: gliel’ho solo fatto leggere. → les pronoms se placent avant fare, pas après l’infinitif

À toi : fare ou lasciare ? Quel film mi ha … piangere. Da ragazza mia madre non mi … uscire la sera. … parlare me, per favore!

Mots utiles

il maestro elementare = instituteur
il brontolone = grincheux, ronchon
il gradino = marche (d’escalier)
il tema (a scuola) = rédaction (à l’école)
cedere = céder
commuoversi = s’émouvoir

Questions

  1. Che cosa ha fatto vedere il signor Bruno alla signora Ferri? Perché, secondo te, non le ha chiesto niente?
  2. Che cosa non lasciano più fare a Bruno i suoi occhi? Che cosa fanno per lui Marco e Sara?
  3. Chi ha convinto davvero la signora Ferri: Chiara, Bruno o la bambina che era?
  4. Che cosa sapeva Bruno che Chiara non sapeva?
  5. E tu? Che cosa ti fa ridere e che cosa ti fa arrabbiare? Rispondi con «mi fa…».

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