Complete graded fairy tale

The Emperor's New Clothes

A story about pride, the fear of appearing incapable and the courage to tell the truth.

An emperor parades among his courtiers while a child points to his nonexistent clothes
Original illustration for the fairy tale
A1

I vestiti nuovi dell’imperatore — livello A1

Presente · simple sentences

Un imperatore ama molto i vestiti. Compra abiti nuovi ogni giorno e vuole essere sempre elegante.

Un giorno arrivano due uomini. Dicono: «Sappiamo fare un tessuto magico. Le persone intelligenti lo vedono, ma le persone stupide non lo vedono». In realtà i due uomini sono imbroglioni e non fanno nessun tessuto.

L’imperatore manda un ministro a controllare il lavoro. Il ministro non vede niente, ma ha paura di sembrare stupido. Dice: «Il tessuto è bellissimo!» Anche l’imperatore non vede niente, ma finge di vedere colori meravigliosi.

Il giorno della grande sfilata, i due imbroglioni fanno finta di vestire l’imperatore. Tutti i cortigiani ammirano abiti che non esistono.

L’imperatore cammina per la città. La gente ha paura di dire la verità. All’improvviso un bambino grida: «L’imperatore non ha vestiti!»

Tutti capiscono e ripetono le parole del bambino. L’imperatore si vergogna, ma continua a camminare. Ora sa che l’orgoglio gli ha impedito di riconoscere la verità.

Useful words

imperatore = emperor
tessuto = fabric
imbroglione = swindler
ministro = minister
fingere = to pretend
sfilata = parade
vergognarsi = to be ashamed

Understanding

  1. Che cosa ama l’imperatore?What does the emperor love?
  2. Perché il ministro finge di vedere il tessuto?Why does the minister pretend to see the fabric?
  3. Chi dice la verità durante la sfilata?Who tells the truth during the parade?
A2

I vestiti nuovi dell’imperatore — livello A2

Imperfetto and passato prossimo

C’era una volta un imperatore che pensava quasi soltanto ai suoi vestiti. Spendeva molto denaro per avere sempre un abito nuovo.

Un giorno sono arrivati due falsi tessitori. Hanno promesso di creare una stoffa straordinaria: secondo loro, era invisibile alle persone stupide o incapaci di svolgere il proprio lavoro. L’imperatore ha dato loro denaro e materiali preziosi.

I due uomini lavoravano davanti a telai vuoti. Quando un ministro è entrato nella stanza, non ha visto nulla. Tuttavia, per paura di perdere il suo incarico, ha descritto colori e disegni bellissimi.

Anche l’imperatore non ha visto la stoffa. Non voleva ammetterlo e ha detto che era magnifica. Prima della sfilata, i tessitori hanno fatto finta di mettergli addosso il nuovo abito.

Durante la parata tutti applaudivano, perché nessuno voleva sembrare stupido. Poi un bambino ha detto ad alta voce: «Ma l’imperatore non indossa niente!» La verità è passata rapidamente da una persona all’altra.

L’imperatore ha capito di essere stato ingannato. Era molto imbarazzato, ma ha terminato la sfilata. Aveva finalmente scoperto quanto può essere pericolosa la paura del giudizio degli altri.

B1

I vestiti nuovi dell’imperatore — livello B1

Full story · no passato remoto

In un regno lontano viveva un imperatore ossessionato dall’eleganza. Si interessava poco agli affari del paese e dedicava gran parte del suo tempo alla scelta di nuovi abiti.

Due truffatori hanno saputo di questa passione e si sono presentati a corte come tessitori. Hanno dichiarato di saper produrre una stoffa eccezionale, invisibile a chi era stupido o inadatto al proprio incarico.

L’imperatore ha pensato che quel tessuto gli avrebbe permesso di riconoscere i funzionari incapaci. Ha ordinato ai due uomini di iniziare subito e ha consegnato loro seta e oro. I truffatori hanno nascosto i materiali e si sono seduti davanti a telai completamente vuoti.

I ministri inviati a osservare il lavoro non hanno visto nulla. Ognuno, però, ha temuto di essere giudicato incompetente e ha lodato la stoffa inesistente. Quando l’imperatore ha visitato il laboratorio, si è trovato nella stessa situazione e ha preferito mentire.

Il giorno della sfilata i truffatori hanno mimato ogni gesto: hanno sollevato, tagliato e cucito un tessuto che non c’era. L’imperatore è uscito davanti alla folla e tutti hanno applaudito per non distinguersi dagli altri.

Soltanto un bambino, libero dalla paura di perdere prestigio, ha pronunciato ciò che vedeva. Le sue parole hanno dato coraggio alla folla. L’imperatore ha compreso la truffa, ma ha continuato la sfilata per orgoglio. La fiaba mostra che una menzogna collettiva può durare finché qualcuno non osa descrivere la realtà.

B2

I vestiti nuovi dell’imperatore — livello B2

Passato remoto

Un imperatore vanitoso trascurava il governo del regno per dedicarsi al proprio guardaroba. Due impostori giunsero a corte e affermarono di possedere un’arte prodigiosa: tessevano una stoffa invisibile agli sciocchi e a chi non meritava la carica che occupava.

Il sovrano, affascinato sia dall’abito sia dalla possibilità di mettere alla prova i suoi funzionari, affidò loro oro e seta. I falsi tessitori nascosero ogni materiale e mossero le mani su telai vuoti.

Il primo ministro non vide nulla. Temendo che il silenzio rivelasse la sua presunta incapacità, elogiò la leggerezza del tessuto e la vivacità dei colori. Gli altri funzionari fecero lo stesso. Infine anche l’imperatore osservò il vuoto, ma si unì all’inganno per proteggere la propria autorità.

Alla vigilia della processione, gli impostori finsero di tagliare e cucire l’abito. Il sovrano sfilò mentre i cortigiani sostenevano uno strascico inesistente e la folla celebrava una magnificenza che nessuno riusciva a vedere.

Un bambino esclamò con naturalezza che l’imperatore non indossava alcun vestito. La frase percorse la piazza e trasformò il dubbio privato in una verità condivisa. Il sovrano rabbrividì, comprese l’inganno e tuttavia proseguì, prigioniero fino all’ultimo della propria immagine.

C1

I vestiti nuovi dell’imperatore — livello C1

Conformity, power and truth

La promessa dei truffatori non si fondava soltanto sulla vanità dell’imperatore, ma su un meccanismo sociale più sottile: chi avesse dichiarato di non vedere la stoffa avrebbe messo in discussione la propria intelligenza e la propria posizione.

Ogni personaggio ricevette quindi un incentivo a negare l’evidenza. I ministri mentirono per conservare il prestigio; il sovrano mentì per non apparire indegno; la folla applaudì perché il consenso degli altri sembrava una prova più sicura della percezione individuale.

La frode diventò credibile non grazie alla qualità dell’inganno, bensì grazie alla collaborazione involontaria delle vittime. Ognuno credeva di essere l’unico a non vedere e interpretava le dichiarazioni pubbliche come conferme sincere.

Il bambino spezzò questo equilibrio perché non aveva una reputazione istituzionale da difendere. Pronunciando una constatazione elementare, rese possibile agli adulti ammettere ciò che già sapevano.

La fiaba conserva una sorprendente attualità: nei gruppi dominati dal conformismo, perfino un fatto evidente può restare indicibile. La verità torna a circolare quando qualcuno accetta il rischio di sembrare ingenuo, isolato o inconveniente.

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