Fiaba · A1 · A2 · B1

Il brutto anatroccolo

Tutti dicono che è brutto: i fratelli, le galline, perfino la mamma. Lui scappa, ha freddo, è solo. Poi, una mattina di primavera, guarda nell’acqua.

Un giovane cigno bianco guarda il suo riflesso in un laghetto, mentre tre cigni nuotano verso di lui
A1

Un anatroccolo grande e grigio

Gli aggettivi: piccolo, piccola, piccoli, piccole

È estate. Vicino a un vecchio lago c’è una fattoria. Tra le piante una mamma anatra aspetta: sotto di lei ci sono sei uova.

Una mattina le uova si aprono. Escono cinque anatroccoli piccoli e gialli. Sono molto belli. Ma un uovo è ancora chiuso. È un uovo grande e strano.

Finalmente anche l’ultimo uovo si apre. Esce un anatroccolo grande, grigio e un po’ goffo.
– Come sei brutto! – dicono i fratelli.

Le galline della fattoria ridono. Il gatto ride. Anche la mamma è stanca e dice: «Vai via!». L’anatroccolo è triste e sempre solo.

Una notte l’anatroccolo scappa. Il mondo è grande e l’acqua è fredda. Arriva l’inverno. Le giornate sono corte, le notti sono lunghe e buie. L’anatroccolo ha fame e ha freddo.

Una sera in cielo passano degli uccelli bellissimi: sono grandi e bianchi, con il collo lungo. Sono cigni. L’anatroccolo li guarda e pensa: «Come sono belli! Io invece sono brutto».

Poi arriva la primavera. Il sole è caldo, l’erba è verde, il lago è calmo. Ora l’anatroccolo è grande e le sue ali sono forti.

Sul lago ci sono tre cigni bianchi. L’anatroccolo nuota verso di loro. Ha paura. Abbassa la testa e guarda nell’acqua.

Nell’acqua c’è un uccello bianco ed elegante, con il collo lungo. Non è un anatroccolo grigio. È un cigno!

Dei bambini arrivano al lago e gridano: «Guarda! C’è un cigno nuovo! È il più bello di tutti!». Il giovane cigno non dice niente. È felice.

La struttura di questo testo

  • Escono cinque anatroccoli piccoli e gialli. → maschile plurale: -o diventa -i (piccolo → piccoli)
  • Le notti sono lunghe e buie. → femminile plurale: -a diventa -e (lunga → lunghe)
  • Il sole è caldo, l’erba è verde. → gli aggettivi in -e (verde, grande, felice) sono uguali al maschile e al femminile

Prova tu: completa con l’aggettivo giusto. I cigni sono (bianco) … . La notte è (freddo) … . Le ali sono (grande) … .

Parole utili

l’anatroccolo, l’uovo (le uova), il cigno, l’ala (le ali), goffo

Domande

  1. Come sono i cinque fratelli? E l’ultimo anatroccolo?
  2. Perché l’anatroccolo è triste?
  3. Com’è l’inverno per l’anatroccolo? Usa tre aggettivi.
  4. E tu? Com’è il tuo animale preferito? Scrivi tre frasi con gli aggettivi.
A2

Il gatto, la gallina e un lungo inverno

Il passato prossimo e l’imperfetto

Quando è nato, l’anatroccolo era diverso dai fratelli: era più grande, aveva le piume grigie e camminava in modo goffo. Nella fattoria tutti lo prendevano in giro. Le anatre lo beccavano, le galline lo spingevano e la ragazza che dava da mangiare agli animali lo cacciava con il piede.

Un giorno l’anatroccolo non ce l’ha fatta più ed è scappato. È passato sotto la siepe e ha camminato per molti giorni.

Una sera è arrivato a una piccola casa. Lì abitava una vecchia signora con un gatto e una gallina. Il gatto sapeva fare le fusa e la gallina faceva le uova. Erano molto orgogliosi.
– Sai fare le uova? – ha chiesto la gallina.
– No.
– Sai fare le fusa? – ha chiesto il gatto.
– No.
– Allora non servi a niente!

L’anatroccolo sognava una cosa sola: nuotare. Ma quando l’ha detto, la gallina ha riso. Così una mattina è partito di nuovo.

L’autunno è passato ed è arrivato l’inverno. Faceva molto freddo, il lago era quasi tutto ghiacciato e l’anatroccolo non aveva niente da mangiare. Una notte è rimasto bloccato nel ghiaccio. La mattina un contadino l’ha visto, ha rotto il ghiaccio e l’ha portato a casa sua. Ma i bambini volevano giocare con lui e l’anatroccolo, spaventato, è scappato ancora.

Quando è tornata la primavera, il sole era caldo e gli alberi erano pieni di fiori. L’anatroccolo ha aperto le ali: erano grandi e forti. Ha volato fino a un giardino con un lago. Sull’acqua c’erano tre cigni bianchi.

L’anatroccolo pensava: «Adesso mi cacciano anche loro». Mentre i cigni nuotavano verso di lui, ha abbassato la testa. E nell’acqua ha visto la sua immagine: non era più un anatroccolo grigio. Era un cigno.

I tre cigni gli hanno accarezzato il collo con il becco. In quel momento è stato felice per la prima volta. Non era mai stato un brutto anatroccolo: era sempre stato un cigno, ma non lo sapeva.

La struttura di questo testo

  • Faceva molto freddo e il lago era quasi tutto ghiacciato. → imperfetto: descrive la situazione, com’era
  • Un giorno l’anatroccolo è scappato. → passato prossimo: un fatto, un momento preciso
  • Mentre i cigni nuotavano verso di lui, ha abbassato la testa. → imperfetto per l’azione in corso, passato prossimo per l’azione che succede in quel momento

Prova tu: imperfetto o passato prossimo? Ieri (fare) … freddo. Mentre (leggere) …, (arrivare) … un messaggio.

Parole utili

prendere in giro, fare le fusa, il ghiaccio, scappare, accarezzare

Domande

  1. Com’era l’anatroccolo da piccolo? Che cosa facevano gli altri animali?
  2. Che cosa sapevano fare il gatto e la gallina? Che cosa sognava l’anatroccolo?
  3. Che cosa è successo una notte d’inverno?
  4. E tu? Racconta un momento in cui ti sentivi diverso dagli altri: com’era la situazione e che cosa è successo?
B1

Il più bello di tutti

Il comparativo e il superlativo

Di tutte le uova che la mamma anatra covava, l’ultimo era il più grande e il più lento ad aprirsi. Quando finalmente si è rotto, ne è uscito un piccolo molto più grosso dei fratelli, grigio e goffo. «Non ne ho mai visto uno così brutto», ha detto una vecchia anatra. La madre all’inizio lo difendeva: «Non è bello come gli altri, ma nuota meglio di tutti».

Nella fattoria, però, nessuno era più disprezzato di lui. Le anatre lo beccavano, i fratelli dicevano che era il più stupido della famiglia e alla fine anche la madre ha sospirato: «Saresti più felice lontano da qui».

Così è scappato. Nella casa di una vecchia signora ha conosciuto un gatto e una gallina che si credevano gli animali più intelligenti del mondo, più intelligenti perfino della padrona. Quando l’anatroccolo ha spiegato che per lui niente era più bello che tuffarsi nell’acqua, l’hanno guardato come un pazzo.

Un pomeriggio d’autunno ha visto passare in cielo uno stormo di uccelli bianchissimi, con il collo lunghissimo. Erano gli uccelli più belli del mondo, e lui li ha guardati con un sentimento più forte dell’invidia: era amore. L’inverno che è venuto dopo è stato il periodo più duro della sua vita: il freddo era più crudele della fame, e una notte il ghiaccio l’ha quasi ucciso.

In primavera, più forte e più grande che mai, è arrivato a un lago dove nuotavano tre cigni. «Meglio essere uccisi da loro che essere beccati dalle anatre», ha pensato, e ha nuotato verso di loro con la testa bassa. Ma nell’acqua non c’era più un uccello goffo e grigio: c’era un cigno, bianco come gli altri. I bambini del parco gridavano: «Il nuovo è il più bello di tutti!».

La sorpresa più grande, però, non è nella fiaba. Hans Christian Andersen l’ha pubblicata nel 1843. Era figlio di un calzolaio povero di Odense, in Danimarca; da ragazzo era più alto e più magro dei compagni, aveva il naso grande e tutti lo prendevano in giro. A quattordici anni è partito da solo per Copenaghen, deciso a diventare qualcuno. Quando ha scritto questa storia era già uno scrittore conosciuto anche fuori dalla Danimarca.

Per questo molti lettori vedono nella fiaba la vita di Andersen: non un anatroccolo diventato cigno, ma un cigno che per anni non sapeva di esserlo.

La struttura di questo testo

  • Ne è uscito un piccolo molto più grosso dei fratelli. → più + aggettivo + di: confronta due persone o cose
  • Erano gli uccelli più belli del mondo. → superlativo relativo: il più + aggettivo + di (del mondo, di tutti)
  • Meglio essere uccisi da loro che essere beccati dalle anatre. → davanti a due verbi si usa che, non di

Prova tu: completa con di (del, della…) o che. Il cigno è più elegante … gallina. Nuotare è più bello … camminare. È l’uccello più bello … lago.

Parole utili

covare, disprezzato, lo stormo, l’invidia, il calzolaio

Domande

  1. In che cosa l’anatroccolo era diverso dai fratelli? Usa almeno due comparativi.
  2. Che cosa pensavano di sé il gatto e la gallina?
  3. Perché l’anatroccolo pensa «meglio essere uccisi da loro che essere beccati dalle anatre»?
  4. Che cosa hanno in comune Andersen e l’anatroccolo?
  5. E tu? Qual è stato il periodo più difficile, o il più bello, della tua vita? Che cosa era diverso da prima?

Italiano con Martin

Scegli con chi imparare italiano

Due insegnanti, due sensibilità. Scegli il percorso più vicino ai tuoi interessi.