Favola completa e graduata

Il topo di città e il topo di campagna

Una storia su comodità, paura e libertà di scegliere una vita semplice.

Un topo di campagna e un topo di città si incontrano tra pane, spighe e una tavola elegante
Illustrazione originale per la favola
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Il topo di città e il topo di campagna - livello A1

Presente

Un topo di campagna vive in una piccola casa nel campo. Mangia pane, semi e frutta. La sua vita è semplice e tranquilla.

Un giorno arriva suo cugino, il topo di città. Guarda il cibo e dice: «In città mangio cose molto più buone. Vieni con me».

Il topo di campagna va in città. Nella casa grande trova formaggio, dolci e frutta. I due topi iniziano a mangiare, ma sentono un rumore. Arriva una persona e i topi scappano.

Il topo di campagna ha paura. Dice: «Preferisco poco cibo, ma con pace». Torna nel campo e capisce che una vita semplice può essere felice.

Parole utili

campagna, città, cugino, pace, paura, formaggio

Comprensione

  1. Dove vive il topo di campagna?
  2. Che cosa trova in città?
  3. Perché torna nel campo?
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Il topo di città e il topo di campagna - livello A2

Imperfetto e passato prossimo

Il topo di campagna viveva con poco, ma era sereno. Un giorno ha ricevuto la visita del topo di città e gli ha offerto pane secco, semi e qualche frutto.

Il topo di città non era abituato a un pranzo così povero. Ha raccontato che nella sua casa c'erano formaggi, torte e molti avanzi deliziosi.

Il topo di campagna ha deciso di seguirlo. Quando sono arrivati in città, hanno trovato una tavola piena di cibo. Però, appena hanno cominciato a mangiare, qualcuno è entrato nella stanza.

I due topi sono corsi a nascondersi. Dopo quella paura, il topo di campagna ha preferito tornare alla sua vita semplice, dove il cibo era modesto ma il cuore era tranquillo.

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Il topo di città e il topo di campagna - livello B1

Senza passato remoto

Il topo di città ha visitato il cugino di campagna e ha giudicato subito povero il suo modo di vivere. Per lui, un pasto fatto di semi e pane duro non poteva competere con le ricchezze della città.

Convinto dalle sue parole, il topo di campagna lo ha accompagnato in una grande casa. Lì ha visto una tavola elegante, con cibi che non aveva mai assaggiato.

La meraviglia, però, è durata poco. Un rumore improvviso, una porta aperta e passi pesanti hanno trasformato il banchetto in una fuga.

Il topo di campagna ha capito che il lusso perde valore quando è accompagnato dalla paura. Ha scelto di tornare al suo rifugio, dove la semplicità gli garantiva sicurezza.

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Il topo di città e il topo di campagna - livello B2

Passato remoto

Un topo di città fece visita al cugino che viveva in campagna. Il padrone di casa gli offrì ciò che aveva: qualche seme, un pezzo di pane e frutti raccolti nei campi.

L'ospite assaggiò con cortesia, ma poi invitò il cugino a seguirlo in città, dove prometteva pasti abbondanti e sapori più raffinati.

Giunti in una ricca abitazione, i due topi trovarono una tavola coperta di avanzi preziosi. Stavano per godersi il banchetto quando comparvero i padroni di casa e li costrinsero a fuggire.

Il topo di campagna rinunciò senza rimpianti a quella ricchezza inquieta. Preferì il suo pane semplice alla paura nascosta dietro l'abbondanza.

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Il topo di città e il topo di campagna - livello C1

Interpretazione critica

La favola oppone due modelli di vita: l'abbondanza urbana, brillante ma instabile, e la sobrietà rurale, meno seducente ma più sicura.

Il topo di città non rappresenta soltanto il lusso; incarna anche il desiderio di migliorare la propria condizione. Tuttavia, la sua proposta ignora il costo emotivo di un benessere vissuto sotto minaccia continua.

Il topo di campagna, tornando indietro, non rifiuta il piacere in sé. Rifiuta una felicità dipendente dall'ansia, dal pericolo e dal giudizio altrui.

La morale invita a distinguere tra ricchezza apparente e qualità della vita: non sempre ciò che sembra più grande, più elegante o più desiderabile rende davvero liberi.

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