Favola completa e graduata

Il pastorello bugiardo

Dire una bugia può sembrare un gioco, ma la fiducia perduta è difficile da recuperare.

Un pastorello grida vicino alle pecore su una collina
Illustrazione originale per la favola
A1

Il pastorello bugiardo — livello A1

Presente

Un ragazzo porta ogni giorno le pecore su una collina vicino al villaggio. Deve guardare il gregge e controllare che il lupo non arrivi.

Le giornate sono lunghe e il ragazzo si annoia. Un giorno decide di fare uno scherzo. Grida: «Aiuto! C’è il lupo!».

Gli abitanti sentono le grida, lasciano il lavoro e corrono sulla collina. Ma il lupo non c’è. Il ragazzo ride.

Alcuni giorni dopo fa lo stesso scherzo. Le persone arrivano di nuovo e scoprono un’altra bugia.

Un pomeriggio il lupo arriva davvero. Il ragazzo grida, ma nessuno sale sulla collina, perché nessuno crede più alle sue parole. Il ragazzo capisce che una bugia distrugge la fiducia.

Parole utili

pastore, pecora, gregge, collina, scherzo, fiducia

Comprensione

  1. Perché il ragazzo grida?
  2. Come reagiscono gli abitanti?
  3. Perché nessuno arriva alla fine?
A2

Il pastorello bugiardo — livello A2

Passato prossimo e imperfetto

Un giovane pastore conduceva ogni mattina le pecore su una collina. Passava molte ore da solo e spesso si annoiava.

Per divertirsi, un giorno ha gridato che un lupo stava attaccando il gregge. Gli abitanti sono corsi ad aiutarlo, ma hanno trovato soltanto il ragazzo che rideva.

Il pastore ha ripetuto lo scherzo. Quando hanno capito che era un’altra bugia, le persone si sono arrabbiate.

Qualche giorno dopo un lupo è uscito dal bosco. Il ragazzo ha chiesto aiuto, ma al villaggio hanno pensato a un nuovo scherzo. Nessuno è arrivato in tempo.

B1

Il pastorello bugiardo — livello B1

Senza passato remoto

Un ragazzo aveva il compito di sorvegliare il gregge. Il lavoro era importante, ma monotono.

Alla ricerca di divertimento, ha inventato un pericolo. Ha gridato che un lupo stava arrivando e ha osservato gli abitanti correre verso di lui. Quando li ha visti preoccupati, è scoppiato a ridere.

Nonostante i rimproveri, ha ripetuto l’inganno. Gli abitanti hanno deciso di non reagire più alle sue grida.

Quando il pericolo reale è arrivato, nessuno riusciva più a distinguere la verità dalle sue precedenti invenzioni. La credibilità si costruisce lentamente e si consuma con ogni inganno.

B2

Il pastorello bugiardo — livello B2

Passato remoto

Annoiato dalla solitudine, il pastore ideò uno scherzo e gridò che un lupo stava assalendo le pecore.

Gli abitanti accorsero, ma trovarono il gregge tranquillo. Poco dopo, il ragazzo ripeté l’inganno e suscitò indignazione.

Quando un lupo comparve davvero, il pastore urlò con autentico terrore. Le sue parole, però, erano identiche a quelle usate per mentire. Nessuno gli credette.

Scoprì troppo tardi che l’efficacia di un messaggio dipende anche dalla reputazione di chi lo pronuncia.

C1

Il pastorello bugiardo — livello C1

Comunicazione e responsabilità

Il pastorello sfruttò deliberatamente il senso di responsabilità della comunità. Gli abitanti accorsero perché consideravano credibile la sua richiesta.

Ripetendo l’inganno, trasformò un sistema di allarme collettivo in uno strumento di intrattenimento personale. Il danno più grave fu l’erosione del legame tra parola e realtà.

Quando il pericolo divenne concreto, il messaggio era corretto ma socialmente inefficace. La favola anticipa un problema attuale: in un ambiente saturo di falsi allarmi, anche le informazioni vere rischiano di essere ignorate.

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